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Settembre: Alberto Giani Stampa E-mail
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Scritto da Presidente   

gianiCi sono diversi modi per descrivere come sia variegata e complessa la professione del medico veterinario.
Abbiamo pensato di farvi raccontare la professione proprio da chi la vive sulla sua pelle quotidianamente: i medici veterinari iscritti al nostro Ordine.
Ogni mese troverete una testimonianza di un Medico Veterinario valdostano che, con immagini e parole, vi descriverà la sua attività professionale. 

 

   

  1. Nome e Cognome
    Alberto Giani.

  2. Perché hai deciso di iscriverti a Medicina veterinaria?
    Amavo gli animali, dai selvatici ai domestici e leggevo tutto quello che trovavo in proposito.

  3. Come sono stati gli anni dell’Università?
    Direi che da un lato mi sono parecchio divertito, ed infatti ci ho messo un bel po’ a finire, dall’altro ho sofferto parecchio l’ottusità e la prepotenza di un bel mucchio di Baroni (ho fatto l’Università a Torino, ma ho dovuto trasferirmi a Parma dopo uno scambio di opinioni con un paio di loro).
    Ho finito il mio ultimo anno facendo parte della Pantera, nel 1990 ed occupando la biblioteca. Che tristezza che era quella facoltà.
    Spero vivamente ora sia meglio.

  4. Quando ti sei laureato/a?
    Nel 1990.

  5. Quando ti sei iscritto/a all’Ordine?
    Nel 1990.

  6. Ricordi come è stato il tuo primo giorno di lavoro?
    Si, era una bella giornata di fine estate e sono stato chiamato da un allevatore che si trovava in alpeggio in una valletta vicino al Gran Paradiso; aveva una vacca che stava male da 3 giorni e finalmente si era deciso a cercare un veterinario, ovviamente di Domenica, quando tutti i colleghi della zona erano a spasso. Qualcuno gli ha dato il mio numero (avevo uno dei primi cellulari, quelli che si portavano a tracolla e pesavano 2-3 Kg!).
    Quando sono arrivato all’alpeggio dopo 2-3 ore di scarpinata ho trovato una vacca moribonda, che tre giorni prima aveva mangiato una quintalata di erba appena uscita al pascolo bevendo poi abbondantemente da un ruscello ghiacciato. Quindi era immobile da circa 3 giorni, col rumine bloccato e 36 di temperatura.
    Ho provato a rimetterla in sesto con cortisone e flebo varie. E’ morta mezz’ora dopo che me ne sono andato.
    Senza soffrire spero.....

  7. Di cosa ti occupi ora nello specifico? Vuoi descriverci in cosa consiste la tua attuale attività professionale?
    Ho lasciato la Valle d’Aosta nel Gennaio del 2003 per andare a lavorare in Kenya come Veterinario e Manager di un grande azienda zootecnica (Circa 9mila capi bovini di cui 1500 da latte) vicino a Nairobi.
    Poi ho lavorato come Capo progetto in Kenya e in Liberia, su progetti di sviluppo rurale di vario tipo e non più direttamente legati alla professione di Veterinario ma piuttosto alla gestione del personale del progetto e del suo budget al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.
    Ho lavorato su attività relative alla pastorizia in zone aride, alla gestione delle risorse naturali e all’agricoltura urbana e peri-urbana per progetti finanziati dal MAE e dalla UE.
    Nel 2008-2009 sono stato in Olanda, all’Università di Wageningen dove ho conseguito un Master in Agricoltura Biologica.
    Ora sto valutando due nuove possibilità di lavoro, e spero che almeno una vada in porto, o a Cuba o a Gaza ed intanto sto cercando un Dottorato in qualche università Europea nell’area di Sociologia Rurale.

  8. Operi in un settore in cui c’è molta concorrenza? 
    Direi di si. Entrare nell’ambiente della cooperazione internazionale non è facilissimo anche perché quando ho fatto io l’università non c’erano corsi relativi alla veterinaria in Ambiente Tropicale o alle tematiche dello sviluppo.
    Non c’era nemmeno l’Erasmus che ti offre la possibilità di fare almeno 1 anno in una facoltà all’estero.
    Quindi la concorrenza con colleghi stranieri meglio formati è grande.
    Inoltre io ho iniziato a lavorare in questo ambiente relativamente tardi, quindi ci sono dei colleghi con 10 anni meno di me che hanno più esperienza di me nei PVS.

  9. Come cerchi di differenziarti dai tuoi colleghi per proporti alla tua potenziale clientela? 
    Studiando e trasformando le varie esperienze del passato in punti di forza invece che in handicaps. Nel senso che secondo me l'aver lavorato in ambienti diversi e con posizioni diverse mi permette di avere una visuale meno ristretta di un progetto e delle sue relative potenzialità.
    Il Master a Wageningen è sicuramente un punto di forza notevole, anche se per i più giovani è, ora come ora, relativamente piu facile passare direttamente da una laurea (anche breve) ad un Master e quindi oramai non basta nemmeno piu quello.

  10. Ti senti realizzato/a nella tua attività professionale?
    Ho fatto fin’ora tutto quello che avevo sognato di fare, dal veterinario in montagna a quello in Africa in una zona piena di animali selvatici fino a lavorare nella cooperazione.
    Ma ora ho voglia di qualcosa di nuovo, che mi porti forse verso l’insegnamento o verso enti come la EU per lavorare sulle politiche agrarie.

  11. Come sono i rapporti con i Tuoi colleghi? 
    Ottimi.

  12. Come sono i rapporti con il Tuo Ordine?
    Mmmh direi che da quando me ne sono andato non ho più avuto alcun rapporto, a parte pagare la rata annuale.

  13. Hai un aneddoto professionale particolarmente interessante e/o divertente che vuoi raccontare?
    Una volta, quando ero da poco in Kenya, lavorando come veterinario di questa grossa azienda, mi hanno chiamato sulla radio dicendomi che un pastore che si occupava delle vacche da carne, a quasi 30 Km da casa mia (questa tenuta era lunga 38km e larga 18 se ben ricordo) diceva che una vacca era stata trovata morta.
    Quando sono arrivato sul posto ed ho visto cosa rimaneva dell’animale, ho capito che a veterinaria si erano dimenticati di darmi gli strumenti di profilassi per questo tipo morte improvvisa che era dovuta a … un leone solitario ed affamato!!
    Beh, in Valle non mi era mai capitato! Ma di episodi divertenti in VdA ne potrei ricordare decine!

  14. Come fai a conciliare il tempo da dedicare al lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia?
    Beh questo è facile, non ho famiglia!

  15. Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe cominciare la tua professione?
    Di imparare bene l’inglese, di fare da subito un Master possibilmente in una scuola di eccellenza e di rinunciare alle vacanze per fare il volontario con qualche ONG in giro per il mondo ed iniziare così a farsi un po di pratica.

  16. Hai qualche sogno nel cassetto per il tuo futuro?
    Rimando al punto 10.

  17. Hai qualche rimorso o rimpianto per il tuo passato?
    Direi proprio di no.

  18. Concludi la tua intervista con un tuo pensiero in piena libertà che rappresenta il tuo quotidiano operare o la tua filosofia di vita (proverbio, riflessione, citazione etc..).
    La mia filosofia di vita è molto semplice ed è quella di cercare sempre di far combaciare il più possibile i miei sogni con la vita reale, senza però preoccuparmi troppo se la strada che percorro non è la più diretta, mi basta arrivarci prima o poi: per riuscire a diventare cooperante ci ho messo 12 anni dalla laurea, ma alla fine l’ho fatto!
    Ora sto cercando di elaborare un qualche nuovo sogno per la mia vita futura.

    giani
    Torello ucciso da leone
    giani
    Donna Turkana offre sangue bovino al marito

 

Ultimo aggiornamento Sabato 18 Giugno 2011 22:45
 
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