Giugno: Elena Gianino Stampa
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Scritto da Presidente   

valentinoCi sono diversi modi per descrivere come sia variegata e complessa la professione del medico veterinario. Abbiamo pensato di farvi raccontare la professione proprio da chi la vive sulla sua pelle quotidianamente: i medici veterinari iscritti al nostro Ordine.
Ogni mese troverete una testimonianza di un Medico Veterinario valdostano che, con immagini e parole, vi descriverà la sua attività professionale.  

  

  1. Nome e Cognome
    Elena Gianino.

  2. Perché hai deciso di iscriverti a Medicina veterinaria?
    Credo di essermi posta da sempre delle domande su come funzionassero il corpo umano e di conseguenza quello degli altri esseri viventi.
    Da qui sono nati il mio interesse per la medicina e più in generale quello per l’anatomia e per la fisiologia.
    La decisione di fare il veterinario l’ho presa nel momento in cui mi sono resa conto di comunicare e comprendere meglio le esigenze degli animali che non quella degli altri esseri umani!

  3. Come sono stati gli anni dell’Università?
    Incredibilmente lunghi, con gli esami che non finivano mai!
    Molto stressanti … la cosa che mi pesava di più … i mal di testa che mi prendevano prima e dopo ogni esame!
    A complicare la situazione la grande città. Torino non mi è mai piaciuta!
    L’unica possibilità di sopravvivenza? Staccare nei fine settimana che passavo regolarmente in montagna!

  4. Quando ti sei laureato/a?
    Nel 1988.

  5. Quando ti sei iscritto/a all’Ordine?
    Nello stesso anno.

  6. Ricordi come è stato il tuo primo giorno di lavoro?
    Certo, per essere precisi mi ricordo tutti i miei tre primi “diversi” giorni di lavoro!
    Il primo, quando ho cominciato a lavorare da sola nel mio studio che avevo ad Ivrea.
    Il secondo, quando ho incominciato a fare il risanamento nel 1991 a Verres (pensavo sinceramente che non avrei resistito! Tanti calci e cornate, il mal di gola quasi continuo per dei mesi e le discussioni con gli allevatori, continue ed interminabili).
    Il terzo, quando incominciai a lavorare all’Ufficio Servizi Zootecnici chiedendomi con preoccupazione: “Ma, che vorranno questi da me?”.
    Da questo punto di vista, la mia vita professionale potrebbe sembrare molto caotica, ma io, nel complesso mi ritengo molto fortunata, perché sono riuscita a fare nel tempo dei lavori molto diversi tra di loro.
    Credo che questa possibilità sia stata importante e costruttiva.
    Fare lo stesso identico lavoro per anni penso che sia un po’ noioso!
    Naturalmente è una mia personalissima opinione!

  7. Di cosa ti occupi ora nello specifico? Vuoi descriverci in cosa consiste la tua attuale attività professionale?
    Ora (dal 2001) mi occupo di anagrafe del bestiame.
    In particolare mi occupo di tutti i vari aspetti dell’anagrafe sia teorici sia pratici:
    • Come funziona l’anagrafe a cosa serve, quali dati deve raccogliere e come li deve gestire;
    • Chi la gestisce e com’è aggiornata;
    • Quali sono i problemi pratici che si riscontrano, ecc.
    • Quali sono i controlli che bisogna fare per mantenere tutti i dati aggiornati e corretti!
    Molti colleghi trovano strano che uno di loro si occupi di tutti questi aspetti pratici, ma io, no! Anzi mi stupisco che altri non se ne interessino!
    E’ come se, uno scrittore di libri, debba solo utilizzare carta e matita, senza saper (o voler) utilizzare le nuove tecnologie che oggi ci offrono! Penso che sia molto limitativo.

  8. Operi in un settore in cui c’è molta concorrenza? 
    Non direi che c’è molta concorrenza! Purtroppo …! Mi spiego meglio.
    Gestire dei dati all’interno di un sistema informatico è come costruire un enorme castello di carte in una stanza chiusa dove solo tu e poche altre persone possono entrare per vedere cos’hai costruito!
    Forse c’è poca concorrenza, ma anche poche soddisfazioni!
    E, soprattutto hai sempre il terrore che qualcuno entri nella tua stanza segreta e in pochi minuti distrugga il tuo castello costruito in anni di lavoro.

  9. Come cerchi di differenziarti dai tuoi colleghi per proporti alla tua potenziale clientela? 
    Cerco sempre un rapporto schietto e diretto con i diversi allevatori.
    Con “tutti” gli allevatori facendo ricorso a un enorme bagaglio di pazienza (tipico di chi costruisce castelli con le carte!).
    Cerco, cioè, sempre di evitare il conflitto diretto!

  10. Ti senti realizzato/a nella tua attività professionale? 
    Si direi proprio di sì. Mi piace il mio lavoro.
    Anche se quest’ultimo anno di lavoro non è stato proprio esaltante.

  11. Come sono i rapporti con i Tuoi colleghi? 
    Limitati al minimo indispensabile anche se cerco di mantenerli, sempre il più possibile distesi e cordiali.

  12. Come sono i rapporti con il Tuo Ordine? 
    Direi Buoni!!

  13. Hai un aneddoto professionale particolarmente interessante e/o divertente che vuoi raccontare?
    La cosa più divertente che mi ricordo? Un’uscita serale con una nostra collega…a una cena d’ufficio prima di Natale.
    Passo a prenderla, esce di casa molto elegante, calze di rete e tacchi alti. Scivola sul ghiaccio e si rompe una calza!
    Inizia a imprecare e lo fa per tutta la serata!
    Che dire … un veterinario resterà sempre tale … un po’ grezzo! Anche se vestito a puntino!

  14. Come fai a conciliare il tempo da dedicare al lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia?
    Con il lavoro attuale non ho grossi problemi, in ogni caso bisogna saper rinunciare a qualche cosa.

  15. Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe cominciare la tua professione?
    A chi ha un sogno nel cassetto .. direi che a studiare e a lavorare ci passerà molto, molto tempo e che di conseguenza conviene sempre scegliere qualcosa che ci interessa e che ci piace fare!

  16. Hai qualche sogno nel cassetto per il tuo futuro?
    Visti i problemi che ho avuto in quest’ultimo anno … vorrei un po’ di stabilità!
    Un lavoro un po’ meno precario, anche come libero professionista, ma meno soggetto all’approvazione di una delibera!

  17. Hai qualche rimorso o rimpianto per il tuo passato?
    La cosa che mi manca di più credo che sia la mia attività di allevatore a cui ho dovuto rinunciare quando il mio compagno si è ammalato.
    (N.B.non lo ammetterò mai davanti ad un altro allevatore!).

  18. Concludi la tua intervista con un tuo pensiero in piena libertà che rappresenta il tuo quotidiano operare o la tua filosofia di vita (proverbio, riflessione, citazione etc..).
    Chi va piano, va sano e va lontano (un buon consiglio anche per tutti i colleghi motociclisti che saluto)!
    Apri gli occhi, e stai sempre attenta a quello che fai!
Ultimo aggiornamento Sabato 08 Giugno 2013 00:09
 

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