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Ci sono diversi modi per descrivere come sia variegata e complessa la professione del medico veterinario. Abbiamo pensato di farvi raccontare la professione proprio da chi la vive sulla sua pelle quotidianamente: i medici veterinari iscritti al nostro Ordine.
Ogni mese troverete una testimonianza di un Medico Veterinario valdostano che, con immagini e parole, vi descriverà la sua attività professionale.  

  

  1. Nome e Cognome
    Loris Filippini, nato a Cretaz (Cogne) il 02.12.1951.

  2. Perché hai deciso di iscriverti a Medicina veterinaria?
    Ho frequentato la scuola media secondaria presso l’Istituto Tecnico Agrario di Lombriasco (Torino) e mi ha sempre affascinato la zootecnia.
    Al termine degli studi e conseguita la maturità, anche grazie all’incoraggiamento dell’insegnante di zootecnia, anch’egli veterinario, ho deciso di iscrivermi a questa facoltà.
    Vorrei subito sgombrare il campo da malintesi: non mi sono iscritto perché adoravo gli animali come sento dire quasi da tutti, né per far parte di un organo repressivo nei confronti degli allevatori, ma per essere di supporto al benessere degli animali e per elevare lo stato sociale ed economico dei lavoratori nel settore zootecnico. (Penso siano tutti obiettivi estranei ai nuovi iscritti delle facoltà di Medicina Veterinaria).

  3. Come sono stati gli anni dell’Università?
    Gli anni universitari sono stati duri dal punto di vista dello studio, in quanto non ero una cima e anche dal punto di vista economico (4 o 5 pizze in 6 anni!). Ricchi dal punto di vista umano, delle relazioni tra coetanei e per tutte le meravigliose serate, semplici e con pochi mezzi, con tanta allegria.
    Rifarei tutto quanto…. . Erano gli anni di piombo, quindi anche grande impegno politico; tutto è comunque tornato utile negli anni a venire.

  4. Quando ti sei laureato/a?
    Mi sono laureato ad Aprile del 1978 (con sedici mesi di ritardo) dopo 20 giorni ho dato l’esame di stato.

  5. Quando ti sei iscritto/a all’Ordine?
    Mi sono iscritto all’ordine dei Medici Veterinari della Valle d’Aosta a fine maggio del 1978.

  6. Ricordi come è stato il tuo primo giorno di lavoro?
    Il vero mio primo giorno di lavoro è stato il 22 giugno 1978, sostituto del Dott. Ambrogio Mauro presso il Macello Civico di Aosta.
    Me lo ricordo benissimo perché quel giorno dovevo presentarmi alle ore otto al lavoro e subito ci fu un contrattempo; alle ore 7:30, mi nacque la prima figlia Carolina e così arrivai un po’ in ritardo, ma il custode, il grande Casimiro Bal, avvisato in tempo, aveva provveduto a fermare tutti gli autotrasportatori in attesa della contro visita (oggi non si fa più) e questi mi aspettarono e mi festeggiarono come se mi avessero conosciuto da sempre.
    Due avvenimenti importanti e due grandi emozioni.

  7. Di cosa ti occupi ora nello specifico? Vuoi descriverci in cosa consiste la tua attuale attività professionale?
    Sono pensionato dal 01.01.2012; fino ad allora ho lavorato, salvo una parentesi di 3 anni al Servizio Veterinario dell’Autoporto di Pollein, presso l’AUSL della Valle d’Aosta e mi sono sempre occupato di Sanità Animale.
    Quando non esisteva ancora l’UB Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, mi sono occupato per diversi anni di questo settore, ma soprattutto di Igiene dei ricoveri per animali da reddito e del settore latte (carica batterica, conta cellulare,…).
    Dal 1982 al 1992 insieme al Dott. Guerrieri e al Dott. Jaccod, ci siamo cimentati anche con un ambulatorio per piccoli animali ad Aosta aperto la sera per 2–3 ore, è stato un periodo veramente divertente.

  8. Operi in un settore in cui c’è molta concorrenza? 
    Essendo un dipendente non avevo concorrenza, ma se mi rifaccio ai primi anni della professione in cui mi occupavo di fecondazioni artificiali, lotta all’ipofertilità bovina e visite sugli animali da reddito, allora la concorrenza c’era, ma essendo in pochi si andava molto d’accordo.
    P.S. 9 condotti e 7 Liberi professionisti: lavoro per tutti e in certi periodi anche troppo.

  9. Come cerchi di differenziarti dai tuoi colleghi per proporti alla tua potenziale clientela? 
    Parlo sempre al passato: ci si differenzia tra colleghi solo con la professionalità e con una grande disponibilità.
    Sugli animali da reddito chi vuole ha ancora degli spazi aperti, non dico solo in Valle d’Aosta ma un po’ dappertutto (grande penuria di buiatri in tutte le Nazioni ad agricoltura industrializzata).
    Molti colleghi non vogliono sporcarsi le mani né male odorare ma desiderano solo lavorare sugli animali d’affezione e nell’ispezione degli alimenti (dati provenienti dalle Università Italiane ed Estere) e qui le cose si mettono piuttosto male, ma dobbiamo essere ottimisti, sicuramente ci sarà sole splendente anche per loro.

  10. Ti senti realizzato/a nella tua attività professionale? 
    Mi sono sentito realizzato nella mia attività professionale fino a pochi anni fa.
    Ultimamente, pur sforzandomi mi sentivo un pesce fuor d’acqua e ho avuto grandi difficoltà a riconvertirmi (sentivo solo più parlare di leggi, decreti, procedure, atti amministrativi), ma sono sicuro che questo è il futuro e quindi per non intralciare il traffico mi sono ritirato definitivamente; già in passato avevo ceduto il passo a persone molto più competenti di me e mi ero tirato indietro non sentendomi all’altezza di affrontare alcuni compiti affidatimi.

  11. Come sono i rapporti con i Tuoi colleghi? 
    I rapporti con i miei colleghi sono sempre stati ottimi, almeno da parte mia, se poi qualcuno ce l’ha con me, ne sono dispiaciuto.
    Se ho commesso qualche errore o qualche sgarbo verso qualcuno chiedo scusa, di sicuro nulla è stato fatto con intenzione.

  12. Come sono i rapporti con il Tuo Ordine? 
    Con l’Ordine sono in ottimi rapporti e ringrazio il Presidente per la sua capacità e per la generosità verso tutti.
    Essendo il rappresentante dell’ENPAV all’Assemblea Nazionale a Roma, sono sempre in contatto con l’Ordine a cui devo rendere conto e a cui sono rimasto sempre legato anche perché ho fatto il Presidente dal 1991 al 1996

  13. Hai un aneddoto professionale particolarmente interessante e/o divertente che vuoi raccontare?
    Posso raccontarvi un aneddoto accaduto nel 1980 durante un’esplorazione rettale in bovina affetta da persistenza del corpo luteo (allora non si usavano ormoni ma si procedeva con l’enucleazione del C.L.). Svuotando il retto dalle feci mi si ruppe il guanto e persi la fede nuziale. Me ne accorsi a lavoro ultimato e allora, preso dalla fretta, senza rimettermi un nuovo guanto, incominciai la ricerca dell’anello.
    Dopo un po’ sentii qualcosa di più consistente e…che fortuna sfacciata…lo ritrovai. Da quel giorno non l’ho più rimesso al dito.

  14. Come fai a conciliare il tempo da dedicare al lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia?
    Non è stato facile conciliare il lavoro e la famiglia, ma sapete, si partiva al mattino alle cinque si ritornava alla sera alle nove o dieci (abitando poi a Cogne e lavorando in centro valle, per me questa è stata per anni la normalità).
    Avrei dovuto venire ad abitare ad Aosta con tutta la famiglia allora forse avrei potuto seguire di più i miei tre figli, ma l’attaccamento al paese natio era troppo forte e così ho continuato a fare il pendolare.

  15. Cosa ti senti di consigliare a chi vorrebbe cominciare la tua professione?
    Non vorrei essere ripetitivo, ma consiglierei a tutti i giovani che intraprendono la nostra professione, di occuparsi di più di settori ancora poco sfruttati come l’apicoltura, l’ittiologia, gli animali selvatici e come dicevo prima degli animali da reddito.

  16. Hai qualche sogno nel cassetto per il tuo futuro?
    Adesso voglio dedicarmi un po’ agli altri.
    Ho un cugino in Bolivia che lavora nel comparto sociale cooperativistico; so che hanno bisogno di consulenze in vari settori ma soprattutto in agricoltura e in zootecnia, vorrei mettermi a loro disposizione e poi si vedrà.
    Altro sogno nel cassetto è il rifacimento di un piccolo “mayen” che ho ereditato e dopo averlo ristrutturato rimetterlo in funzione.

  17. Hai qualche rimorso o rimpianto per il tuo passato?
    Beh, qualche rimorso ce l’ho anch’io, ma non nel campo professionale; di rimpianti assolutamente nessuno.

  18. Concludi la tua intervista con un tuo pensiero in piena libertà che rappresenta il tuo quotidiano operare o la tua filosofia di vita (proverbio, riflessione, citazione etc..).
    Ce ne sono tanti di pensieri nella mia mente sui quali potrei riflettere, comunque voglio continuare “a essere e non ad apparire”, come ho sempre fatto.
    Altro concetto importante nella mia filosofia di vita: uso un termine greco “parresia” il coraggio di dire sempre la verità; in genere questo modo di agire ti può creare delle difficoltà e sovente paghi a caro prezzo la tua sincerità…. Ma vuoi mettere la serenità interiore…

    Un saluto a tutti, chers confrères
    Loris

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