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Il nostro iscritto Andrea Visentin, che nei suoi primi articoli aveva affrontato vari temi quali l’informatica, la comunicazione, i compiti e funzioni del medico veterinario comportamentista, la sicurezza alimentare, le norme di igiene e profilassi, l’epidemiologia e la sorveglianza, ci parla ora di lupi e cani.
Il lupo accompagna la storia dell’uomo da sempre, prima come competitore poi, secondo alcuni, trasformatosi in cane, come soggetto amato ed odiato.
Sembra un paradosso che l’umanità abbia quasi lasciato scomparire il lupo, per poi nutrire un affetto così particolare verso un suo discendente: il cane”. (Jan Fennell)

 

Lupi e Cani

In una giornata tranquilla vi dedicate alla cucina, il tempo non concilia l’uscita, nessuno si presenta per controllare la preparazione.

Strano non trovare almeno un muso che spunta per cercare di prendere qualche bocconcino.

La ricetta è impegnativa, non avete tempo da dedicare a problemi inutili. Quando arrivate al punto di infornare sentite un frastuono provenire dal salotto. Il grosso cane abbaia furioso sovrastando facilmente le proteste del piccolo cane della prateria. Chiudete in fretta il forno e correte per fermare la lite.

Li trovate davanti al televisore che protestano contro lo schermo, li chiamate, loro vi salutano festosi poi brontolano di nuovo. Vi accomodate sul divano tanto il forno deve lavorare per 1 ora. Il programma che attira l’attenzione dei vostri amici è la storia di un lupo che si trova alle prese con un coniglio. La versione russa di Will E. Coyote.

 

Il lupo accompagna la storia dell’uomo da sempre, prima come competitore poi, secondo alcuni, trasformatosi in cane, come soggetto amato ed odiato.

Il primo racconto che viene in mente è la favola di Cappuccetto Rosso. Tutti, almeno una volta nella vita, hanno letto la storia del lupo cattivo che mangia la nonna e Cappuccetto Rosso. Il finale lo conoscete? Sono certo che tutti dicono si: arriva il cacciatore uccide, il lupo e tira fuori nonna e Cappuccetto Rosso incolumi, non è vero?

E se vi dicessi che in origine questa parte non esisteva? Finiva quando il lupo mangiava Cappuccetto Rosso, si tratta di una favola educativa e negli anni in cui è stata scritta il lieto fine non era considerato necessario. Forse anche oggi, magari riscrivendola con un altro soggetto nella parte del cattivo e ce ne sono tanti disponibili senza toccare poveri animali innocenti, dovrebbe essere riproposta nella sua versione originale.

 

Partiamo dalle parole di Jan Fennell: “Sembra un paradosso che l’umanità abbia quasi lasciato scomparire il lupo, per poi nutrire un affetto così particolare verso un suo discendente: il cane”.

 

La storia del rapporto uomo-lupo visto dalla parte degli eschimesi dice che agli albori della storia una donna chiede a Kaila di mantenere il salute i caribu, Kaila chiede a Amorak di mandare i suoi figli per questo compito. Indovinate chi sono i figli… dei lupi esatto.

Torniamo in Europa e parliamo del lupo Fenrir imprigionato dagli Dei ricorrendo ad una catena speciale, fatta dagli gnomi. Questo vi ricorda per caso Il Signore degli Anelli? La saga da cui è tratta questa storia è in effetti quella di Odino. Il Dio supremo della mitologia nordica, accompagnato da 2 lupi Geri e Freki, governa il mondo antico in attesa che Fenrir si liberi e porti alla fine dei tempi. In questo caso vedete un’ambivalenza del lupo protettore di Odino, ed artefice della sua fine.

Spostandoci un po’ più a sud troviamo Bleiz, questo lupo accompagna il Dio della Luce nella mitologia Celtica. Il lupo per gli antichi abitatori della terra è un elemento importante e divino. Accompagna gli dei e si occupa della salute degli animali. Questi popoli erano cacciatori però, solo i Celti cominciano ad avere una società organizzata, ancora legata alla natura, che prevede l’allevamento degli animali.

Facciamo un passo avanti nella storia ed arriviamo ad un periodo in cui il lupo assume un comportamento ambivalente ed ascoltiamo Virgilio: “il lupo mangia pastori” è presente nelle Bucoliche ma era però considerata un’eccezionalità. Nella Roma antica vi ricordo anche i lupanari e la lupa di Romolo e Remo.

 

Accarezzate i vostri due amici e cercate di capire qualche cosa della storia che li ha fatti infuriare. Vedete con loro qualche altra storia in cui il lupo è vestito come un teppista di strada, il suo scopo è catturare un coniglietto, e cerca di portare a termine il suo lavoro in tutti i modi senza riuscirci mai. La storia è facile da capire, non ci sono dialoghi, solo qualche scritta in caratteri cirillici e poche parole, in sostanza è facile da seguire anche se non parlate russo. Ogni volta che compare il coniglietto si sente un brontolio sordo provenire dal vostro grosso amico. Siete divertiti nel percepire anche il piccolo cane della prateria che si agita.

 

La storia del rapporto uomo-lupo, complicata dall’allevamento degli animali e dalla pastorizia, segna un punto di svolta quando si arriva ad incontrare Sant’Eucherio che stabilisce: “Lupo: diabolus “ nel Maeretici. Nel medioevo per Sant’Ambrogio e San Girolamo il dualismo Lupo-Eretico è una delle simbologie più diffuse. Dopo questo cominciano i miracoli dei santi Sant’Eustazio salva un bimbo dal lupo, dopo di lui l’elenco è lunghissimo, fino ad arrivare al più famoso San Francesco.

Nel discorso lupi-Santi vi pongo una domanda: chi è il patrono dei lupi se esiste? In Romania è San Pietro.

Non affrontiamo la letteratura il lupo compare come personaggio cattivo, buono o solo come comparsa in diversi libri di avventura.

 

In tutta questa storia del rapporto uomo-lupo non vi sembra che manchi un personaggio importante?

Come non sapete di chi sto parlando? Ve lo descrivo: “ deve essere di bel muso, grosso, di occhi neri o giallastri, di nari ben proporzionate, di labbra tendenti al nero (…) testa e orecchie grandi e pendenti, cervice grossa e collo grosso (…) coda folta, latrato grave, vasta bocca (…) da parere nel buio come un leone (…) questa descrizione di Marco Terenzio Varrone 116-26 a.C. nella “Vita dei campi” ci descrive sommariamente il secondo personaggio di questa storia. Lo avete riconosciuto adesso?

Se non siete ancora giunti ad un nome vi do un altro suggerimento deve essere di pelame bianco per poterlo distinguere dal lupo nel buio della notte.

Adesso un magnifico cane da pastore Maremmano Abruzzese vi sta guardando da lontano e sta decidendo se siete o meno un pericolo per le sue pecore.

Non me ne vogliano gli amanti di altre razze stupende, ma volevo parlare del controllo degli animali selvatici ed a questo riguardo esiste una ricerca ormai datata. Non per questo da scartare in quanto la prima descrizione risale ad un autore morto nel 26 a.C.

Questi cani sono stati importati negli Stati Uniti per difendere le greggi dal coyote, causa di forti perdite.

Il professor Raymond Coppinger della Hampshire University del Massachussets importò soggetti di varie razze europee ed asiatiche, tutti i soggetti si sono comportati egregiamente ed hanno evidenziato l’esistenza di basi genetica nel loro comportamento. Un buon soggetto partendo da basi genetiche non deve apprendere il mestiere. In base a questa ricerca risulta che il maremmano si è dimostrato migliore delle altre razze riducendo notevolmente la predazione.

L’importanza di questa ricerca sta nel fatto che si sia sperimentato un gruppo di cani da pastore per capire come questi si comportino nei confronti del predatore. Inoltre il risultato ottenuto va paragonato con il recinto elettrificato che nella maggior parte dei casi è capace di contrastare la fuga degli animali, senza però impedire al predatore di entrare.

 

Per concludere vorrei raccontarvi la bella storia di Slavc e Giulietta che sui monti Lessini hanno portato a coronamento la protezione accordata al lupo nel 1971 riunendo dopo 150 anni il lupo slavo con quello italiano.

Il ritorno del lupo ha però riproposto vecchi conflitti, ma anche il controllo di altre specie considerate dannose come il cinghiale. Adesso dopo questa bella notizia finale speriamo di sentire nel prossimo futuro quella di una pace tra i predatori selvatici e l’uomo, magari grazie alla mediazione di un cane dal pelo bianco.

 

Dopo un po’ di tempo cominciate a sperare che il grosso lupo riesca finalmente a mangiare il coniglietto del cartone animato. La sostanza della storia ricorda molto quella di Will E. Coyote, sono sicuro che molti di voi vorrebbero dividere un cosciotto di Bip Bip con lui. Se guardate questo cartone russo vi trovate nella stessa situazione.

 

Ad un certo punto quando si comincia a sentire un certo profumo nell’aria il grosso cane salta giù dal divano e si dirige velocemente in cucina. Lo seguite a distanza portando con voi il piccolo cane della prateria. Non sapete ancora come faccia, ma sa sempre quando il forno sta per suonare. Forse nella sua pancia c’è anche un cronometro svizzero.

 

Per questo articolo mi sono basato su alcuni testi classici sul lupo:

dalla parte del lupo di Luigi Boitani e il lupo di Giorgio Boscagli: il primo descrive alla perfezione la storia del lupo ed il piano do conservazione, il secondo aggiunge anche degli interessanti spunti umoristici sul rapporto uomo lupo tra cui una magnifica vignetta in cui si sintetizza il pensiero di alcuni secondo cui la reintroduzione consiste nel paracadutare animali nella zona da ripopolare.

E due testi con lo stesso titolo il pastore maremmano abruzzese uno di Mario Scarpelli ed uno di Franca Bottini Terruzzi.

 

Adesso vi invito ad affrontare un percorso alla scoperta di questi splendidi animali.